Lotus Birth

Una nascita integrale

Il termine Lotus Birth o Nascita Lotus tecnicamente sta ad indicare una nascita dopo la quale il cordone ombelicale non viene reciso. Energeticamente e spiritualmente si stratta di molto molto di più.

Storicamente parlando la recisione del cordone è una tecnica invasiva relativamente recente, una volta infatti non esistevano i mezzi né l’igiene necessari per evitare sequele gravi post-recisione e il cordone veniva spezzato solo quando era secco e non pulsava più come avviene per tutti i mammiferi (tranne per lo chimpanzee che effettua regolarmente la nascita lotus). Quando la medicina ha introdotto il clampaggio e la recisione precoce del funicolo di routine e cioè applicandola a tutti i neonati a prescindere dalla necessità della stessa, una parte dei professionisti si è subito resa conto che al neonato causava seri danni e anche Darwin scriveva nei suoi libri che recidere il cordone prima che questo smettesse di pulsare spontaneamente rendeva il neonato molto più debole. Inizialmente la tecnica era stata introdotta per facilitare le manovre in caso di emergenza-urgenza, soprattutto materne. Oggigiorno purtroppo separare madre e bambino anche quando non serve realmente è ormai una tecnica ampiamente utilizzata senza troppi ragionamenti. Il personale agisce senza più rendersi conto dell’impatto che ha la separazione su una relazione nascente tra una madre e suo figlio.

Ma in natura, se lasciato indisturbato, cosa accade al cordone?

Dopo che la donna ha partorito il neonato quest’ultimo è ancora attaccato alla placenta, che si trova ancora in utero, attraverso il cordone ombelicale. Nella prima ora che segue la nascita del bambino anche la placenta verrà partorita. Durante questo tempo la placenta si svuota del sangue che contiene e lo passa tutto al neonato. In effetti il sangue che si trova all’interno del cordone e della placenta è sangue neonatale che per essere nutrito e ossigenato dal sangue materno sfruttava il tragitto cordone-placenta e ritorno. Dopo il parto quindi, quando il bambino è in grado di nutrirsi e ossigenarsi da solo la placenta termina questo suo ruolo e si parla di organo morto, motivo per il quale oggi viene smaltita nei rifiuti ospedalieri insieme ad assorbenti sporchi, telini in plastica, cartacce e indumenti usa e getta.

Una parte di tradizione però si è sempre mantenuta e in alcune famiglie e in particolare in alcune culture dove il parto avveniva a domicilio il cordone rimaneva intatto. Nel 1974 un’infermiera americana, Claire Lotus Day, in onore della quale il termine Lotus Birth, chiede e ottiene per la prima volta nella storia una nascita Lotus in ambiente ospedaliero. Da quel momento esistono ospedali che accettano più o meno volentieri l’effettuazione di questa tecnica che legalmente, in base alle norme del diritto vigente, non può essere rifiutata al genitore che la richiede. A Mantova è l’Ospedale Carlo Poma di Asola che accoglie i genitori che richiedono una nascita lotus.

Ma torniamo alla placenta. Dicevamo che il suo ruolo di “polmone” fetale termina dopo che è stata partorita, ma allora perché parlare di lotus Birth? perché energeticamente parlando è stato dimostrato che la placenta gode di una pulsazione energetica (un po’ come quella cardiaca) identica a quella del neonato e che solo quando questa termina il cordone ormai secco di separa dall’addome del piccolo. Questo accade entro i 10 giorni dopo la nascita.

 cordone-placenta-2-giorni

Il Lotus Birth è proprio questo: lasciare al bambino la possibilità di decidere quando è il momento giusto per dire addio a qualcosa che, per tanto tempo, ha percepito come parte integrante della sua esistenza; quell’altra parte di sé che, ricordiamolo, ha il medesimo patrimonio genetico del neonato e che ha condiviso con lui ogni momento dalla fecondazione.

Organizzazione mondiale della Sanità afferma: “Il taglio del cordone tardivo o nessun taglio sono la procedura fisiologica. Il taglio immediato è una procedura invasiva che deve essere giustificata. Nel parto fisiologico non è giustificata”.

Alla luce di quanto detto perché non lasciamo decidere ai nostri figli il tempo di nascere integralmente?

La placenta ha vissuto col bambino per nove lunghi mesi, deve avere un grande significato, se non per noi, almeno per il bambino.

 

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