Il tocco gentile… di coppia

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In gravidanza uno dei modi per entrare in contatto affettivo col proprio bambino sia per la madre sia per il padre è il “tocco gentile”, un massaggio o meglio un insieme di movimenti che il padre e la madre compiono per comunicare col nascituro.

Quali benefici se ne traggono?

Il bimbo attraverso questo contatto amorevole riceve un piacere e una conferma di sé che contribuiscono alla costruzione della sua sicurezza affettiva ed emotiva.

La coppia sviluppa un senso di genitorialità condiviso: padre e madre scoprono un modo nuovo per sostenersi a vicenda e sostenere lo sviluppo fisico, psichico ed affettivo del bambino dandogli spazio ben prima della sua nascita, invitandolo a prendere l’iniziativa dell’incontro dal concepimento al parto e oltre ponendo le basi per una vita sociale appagante sia in famiglia sia fuori, in cui ognuno trova il suo posto, nel pieno rispetto reciproco.

Il bambino è accompagnato, guidato e sostenuto da suo padre e da sua madre per tutta la gravidanza nel grembo materno, ma anche durante il travaglio e la sua nascita.

L’effetto della percezione di una rassicurante relazione affettiva consente al corpo materno di prepararsi al parto: il tono muscolare tonico elastico e la relativa lassità dei legamenti consentono una buona fase dilatante ed espulsiva. La madre più che spingere impara a lasciare andare il suo corpo per guidare il piccolo alla luce. Ricordiamo infatti che il tono del diaframma e del perineo sono molto sensibili allo stato affettivo della madre e il bambino ne riconosce le più piccole variazioni e reagisce ad esse. Rilassando l’addome inoltre per la donna diminuiscono o si risolvono piccoli problemi come mal di schiena, affaticamento agli arti inferiori, stitichezza e difficoltà nella digestione.

Il padre infine ha la possibilità di partecipare attivamente alla gravidanza fin dal concepimento sostenendo la sua compagna, coccolandola ed entrando in contatto affettivo-relazionale col bambino (elemento di solito ad esclusivo appannaggio della donna).

Il tocco gentile promuove un travaglio e un parto spontaneo ma si rivela prezioso anche per i parti cesarei o medicalizzati, in quanto aiuta la madre a rimanere in intima vicinanza con il bambino e a mantenere la sensazione che è lei a dargli la luce, anche se è assistita in questo da una équipe di medici.

Questo percorso si ispira ai principi dell’aptonomia, disciplina fondata nel 1945 dal medico olandese Frans Veldman (1921-2010) che studia l’affettività espressa attraverso il contatto tattile.

 

Margherita Ramazzina

 

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